I defunti che votano
Leggendo il giornale “il Caffè” la mia attenzione cade su un articolo che suscita la mia ilarità. Il titolo era “Il consolato italiano chiama a votare anche i morti”, dopo una più attenta lettura il sorriso si trasforma in una smorfia e scuoto la testa pensando:” perchè dobbiamo sempre ed immancabilmente fare la figura dei pressapochisti!!”.
Le domande e le perplessità avanzate dal cittadino italiano residente in Svizzera sono condivisibili e fondate, visto che vi è un continuo “tamtam” mediatico sui problemi legati alle liste degli elettori all’estero.
La famosa lista AIRE viene aggiornata? bella domanda, parlano di nuovi controlli, di un sistematico accertamento della reale posizione dei soggetti AIRE per evitare altre “incomprensioni”, speriamo che non sia gestita con fare pressapochistico aspettando che i riflettori dei mass media si spengano per lasciare tutto così come è sino alle prossime elezioni.
Sempre nell’articolo si parla delle pensioni che l’INPS eroga ai cittadini italiani all’estero, mi sa che si sta aprendo un altro calderone ove gli ingredienti sono i medesimi: mancato controllo e favoritismi. Noi non ne siamo esenti ma è ovvio ciò che è sbagliato e giusto per altri; dipende sempre dai punti di vista.
La risposta che da il Consolato, è raccapricciante: “butti via tutto, ci faccia avere un certificato di morte”; mi chiedo dove sono finiti quegli uffici addetti al controllo degli AIRE che dovrebbero essere presenti e funzionanti nei vari consolati ed ambasciate. In Bulgaria, l’ambasciata aveva un aggiornamento delle posizioni costante, ed in caso di morte riceveva comunicazione dagli enti locali; presumo che in Svizzera vi sia un grado di efficienza non al di sotto di quello bulgaro.
L’unico aspetto da valutare è se le comunicazioni sono realmente intercorse ma per motivi di “carico di lavoro” non vi sia un problema di giacenza pratiche… le famose torri di carta pendenti che non cadono mai occupano solo spazio.
