Per Obama, gioco d’azzardo legalizzato

Anche la regolazione del gambling è nei piani di Barack Obama. Nel solco del nuovo “New Deal”, il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America, a pochi giorni dal suo insediamento, ha già presentato la sua ricetta per affrontare i temi più cari al suo elettorato, tra i quali, oltre alle questioni ambientalistiche ed economiche, figura la legalizzazione del gioco d’azzardo. Dopo le restrizioni imposte da Bush con l`Uigea (la legge che ha bandito il gioco online), la nuova amministrazione annuncia di avere allo studio misure per rivitalizzare un comparto che, nonostante alcune reticenze moralistiche, assicura moltissimi posti di lavoro e consistenti introiti nelle casse degli States. Come riporta un’indagine dell’autorevole sito IGaming Business, ripresa da Affari Italiani.it, Obama ha dalla sua oltre 40mila persone che reclamano la legalizzazione del poker e di altri giochi online oggi proibiti. Le richieste, attentamente vagliate dallo staff del presidente, arrivano via e-mail sul sito della Casa Bianca. Sono questi i primi segnali di quella “democrazia partecipativa”, bandiera della campagna elettorale di Obama, imperniata sull`utilizzo della rete come strumento di comunicazione tra governo e cittadini. Sarà ora interessante seguire la reazione di quella fetta del Paese più conservatrice e repubblicana, che non vede l’ora di mettere in crisi il neopresidente democratico su un tema tanto delicato e caro soprattutto alle comunità religiose cattoliche, anche se, stando ad alcune indagini di mercato, sono proprio i repubblicani a essere maggiormente appassionati a texas hold’em e black jack online. Ma le considerazioni della nuova amministrazione sul problema “gambling” muovono anche dall`esigenza di risolvere il contenzioso aperto tra Usa e Europa proprio a seguito dell`Uigea. Una vertenza approdata al Wto (l`ente del commercio mondiale), che ha già stabilito penalità miliardarie a carico degli Americani per ingiustificato “boicottaggio commerciale”.

