Ammonta al 3% del PIL “la fabbrica del gioco”
La fabbrica del gioco rappresenta circa il 3% del Pil e in soli 6 anni è cresciuta di quasi il 200%, passando dai 15,5 miliardi di euro fatturati nel 2003 ai 46,3 miliardi nel 2008. Nell`ultimo anno l`incremento è stato del 10,3% sul 2007. E` quanto emerge dal ‘”Rapporto Italia 2009″` di Eurispes, presentato ieri presso la Biblioteca Nazionale di Roma. La parte del leone la fanno ancora le slot (20,6 miliardi di euro, circa il 45% delle entrate complessive); seguono le lotterie (9,1miliardi) e il lotto (6 miliardi) che incidono rispettivamente per il 19,7% e il 13% sul fatturato totale. Le macchinette collegate alla rete ammontano a 320mila unità e sono dislocate in circa 100mila esercizi pubblici, dando lavoro, direttamente e indirettamente, a circa 80mila persone. Secondo lo studio dell`istituto di via Barberini, la crescita è da attribuire alla regolamentazione del 2006, che ha contrastato il malaffare e “normalizzato” il sommerso nel settore, facendo diventare quella del gioco una vera e propria industria ai primi livelli nell`economia del Paese. Ma il vero boom, in termini di gradimento di gioco, è il poker online, nella nuova versione “sportiva” del texas hold`em. Nei primi tre mesi di attività (ottobre-dicembre) ha registrato un volume di affari di circa 230 milioni di euro, con un contributo erariale del 3% (circa 7 milioni). Si calcola che gli italiani abbiano giocato circa 3 milioni di euro al giorno nei numerosi tornei disponibili sui cinque siti attualmente attivi. Ma le cifre sono ben superiori, se si considera la clientela delle room estere oscurate dai Monopoli e tuttavia sempre raggiungibili dall`utenza. Nel solo mese di gennaio (dati non presenti nel dossier) la raccolta dei siti “punto it” sarebbe stata di circa 130 milioni; il che farebbe presupporre per il 2009 un volume d`affari superiore al miliardo di euro ipotizzato all`esordio del gioco dagli analisti, i quali prevedono un incremento su base annua di circa il 18%, almeno fino al 2011. Anche le scommesse sportive, soprattutto via internet, hanno registrato un aumento consistente: il 51%, con un giro d`affari di quasi 4 miliardi di euro (l`8,4% del totale). Il superenalotto, grazie ai ritardi, è ritornato ai livelli “storici”, attestandosi sui 2,5 miliardi (+27,8% sul 2007, 5,4% sul totale dei giochi). Prosegue inesorabile, invece, il declino di totocalcio e totogol, che ormai rappresentano solo lo 0,4% degli incassi complessivi. In flessione anche i giochi ippici: -15,8% ed entrate per 2,3 miliardi.

