La crisi? Si ma non è per tutti uguale……!!!!!!!!!!
Abbiamo già parlato un po in generale di stipendi e spese Pubbliche, proprio per capire più da vicino altre realtà che ” vivono ” con soldi pubblici.Oggi invece di girare attorno ” alla minestra ” ci vogliamo ” scottare immergendoci ” nelle realtà che vanno da Sud a Nord. Atlro che crisi. Altro che lotta agli sprechi. Altro che taglio ai costi della politica. A leggere la recente inchiesta di Gianni del V. e Stefano P. che hanno poi divulgato, attraverso le pagine del ” L’Espresso”, c’è da farsi venire la pelle d’oca o peggio ancora il mal di testone. I dati, gettati sul tavolo, studio della UIL sulle Regioni, focalizzano sui costi dei consigli regionali. Dagli stipendi ai vitalizzi, dalle missioni all’estero alle consulenze, parrebbe che il “lupo perda il vizio, ma non il pelo”.Ora “ficchiamo la testa ” nei conti e sapete quanto costa, ai nostri portafogli, far funzionare le assemblee regionali.Facciamo quindi riferimento all’anno passato, cioè il 2008, quasi un miliardo di euro.947 milioni per essere precisi. Il primato lo detiene la Sicilia, che tanto si batte e dice di essere trascurata, ha speso 160 milioni di euro e lasciando molto dietro in seconda posizione la Sardegna, la medaglia di bronzo va alla Campania. Ottantacinque milioni per l’una e ottanta milioni per l’altra, sempre euro.Seguono “con breve ritardo” Calabria e Lombardia, con 75 e 71 milioni, mentre il territorio Piemontese ha fatto registrare una spesa di 55 milioni. A pesare sui conti sono soprattutto stipendi e pensioni che assorbono il 40% della spesa totale. Tale voci variano molto da Regione a Regione.Mentre in Valle d’Aosta il presidente porta a casa 10 mila euro al mese, quello Umbro si deve ” accontentare ” di 3.499 euro. Mentre il governatore della Campania ha una retribuzione netta mensile di 6.123 euro, i suoi assessori arrivano a 11.261 euro. Questi dati hanno come fonte : Conferenza Presidenti assemblee legislative delle Regioni e delle Provincie autonome.Molti stipendi che vengono assicurati, grazie al contribuente italiano, che attraverso le trattenute dirette in busta paga ” mantiene a galla ” tanta felicità per chi incassa, a fine mese, dette somme. Dignitosi stipendi che si impennano ulteriormente grazie a rimborsi inerenti le spese di segreteria, di viaggio ecc. . Un balzo di alcune migliaia di euro e la diaria, gettone di presenza alle riunioni dei Consigli. Poi ci sono Regioni così generose da prendersi buona cura anche degli ex, come la Sicilia, dove non è rieletto può consolarsi con l’indennità di fine mandato, il bonus annuo di 6.400 euro, così pure per l’”aggiornamento” culturale “, mentre ammonta a 5.000 euro un’indennità speciale per il funerale. Per queste figure la crisi pensiamo che passi solo per la carta scritta.


