“Ciao vecchia Roma.”
Dopo 6 mesi ecco la nuova spedizione promossa dalla famiglia Cianti.
Destinazione Roma, la città eterna, con base appoggio a Sutri, paese d’origine dei Cianti (6.000 abitanti a 45 Km da Roma). Partiamo Lunedì dell’Angelo alle 9,00 da Campione, la formazione è: l’ammiraglia Dodge condotta da Giuseppe Cianti con a bordo Verena e figli, segue la Opel da commendatore di Antonio Baroni con Nina e figlio, chiudo il gruppo con la mia Nissan X Trail, a bordo Agnese e figlio; Oscar ha dato forfait .
Il traffico è scorrevole e, nonostante le due soste per rifocillarci e consentire ai ragazzi di cambiar auto, poco dopo le ore 16.00 giungiamo a Sutri dove i genitori di Giuseppe ci attendono nella loro casa.
E’ esterna al centro storico ma vicina ad esso, posta su una collina interamente lottizzata da ville e villette (oltre 200) circondata dal verde. Ci rilassiamo e stendiamo il programma definitivo dell’intera settimana, mentre i ragazzi giocano. Raggiungiamo quindi il nostro alberghetto in centro, struttura modesta ma funzionale, scarichiamo i bagagli e ci prepariamo per la cena; dove ? naturalmente a casa Cianti !! Nella grande sala ci attendono le prelibatezze culinarie di Sutri: porchetta, abbacchio, lonza coppa, salamini, salsicce, pancetta fegatelli cucinati alla brace del camino che nelle case dei Cianti non manca mai, insalate variegate, olive di ogni genere carciofi alla giudea, soprattutto piatti il cui retrogusto è indefinibile ma molto, molto apprezzato. Il tutto annaffiato da ottimo vino rosso locale; in chiusura dolcetti e torte.
L’accoglienza in casa Cianti è sperimentata e collaudata. Per la verità qualche insalata proviene da Ronciglione, paese vicino a Sutri e luogo di origine di Verena; così abbiamo scoperto i giochi del passato ed il motivo per cui, a distanza di anni, sono entrambi ben voluti e salutati da tutti con gioia.
Sazi e soddisfatti chiudiamo in bellezza la prima giornata dandoci appuntamento per le ore 8,30 di martedì nella piazza di San Francesco, dove si affaccia il nostro Hotel. Inizia così per 4 giorni la spola Sutri-Roma e ritorno la sera, per visitare i luoghi sacri e profani della Capitale.
L’occasione di mostrare ai ragazzi monumenti e basiliche storiche del nostro Paese, unitamente alle sedi delle più importanti istituzioni italiane, rappresenta anche per noi adulti un momento di riflessione e di rivisitazione di quanto già in parte conosciamo.
Quante volte siamo scesi a Roma senza poter apprezzare le sue bellezze !! Di corsa ad un convegno, ad un impegno di lavoro, ad un incontro presso i Ministeri e poi il rientro a casa anche in giornata. Finalmente possiamo concederci di visitare San Pietro, le tombe dei Papi, la Pietà di Michelangelo, i tesori vaticani, contemplare estasiati la Cappella Sistina: il giudizio universale di Michelangelo, i dipinti del Ghirlandaio, del Perugino e del Pinturicchio.
Possiamo ancora percorrere a piedi Via Veneto, incontrare il Presidente della Repubblica che rientra al Quirinale, Piazza Barberini, Piazza Venezia, il Campidoglio, l’Altare della Patria, l’Arco di Costantino il Colosseo. Nel percorso siamo guidati da Giuseppe, grande conoscitore di tutte le vie e dei luoghi da visitare, mentre Agnese legge , con dovizia dei particolari, quanto richiede la nostra curiosità, non inferiore a quella dei ragazzi. Nina incalza il gruppo, dobbiamo accelerare, molti sono gli appuntamenti con la storia che ci attendono !! Soprattutto non desideriamo essere superficiali, consideriamo ad esempio il Colosseo o i Fori Imperiali: non ci accontentiamo di osservarli all’esterno, al contrario, ci incolonniamo, entriamo, camminiamo, leggiamo, commentiamo e fotografiamo. Ogni sera al rientro siamo leggermente stanchi ma non a sufficienza per disertare un nuovo e grazioso ristorante : La locanda di Saturno, il Vescovado,……….
Non poteva mancare un passaggio da Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, Piazza Navona. Per onore ad Agnese, oltre ad aver osservato la fontana dei Fiumi e quella del Moro, visitiamo la piccola ma bella basilica di Sant’Agnese in Agone, dove si è espresso anche il Bissonese Borromini.
Piccolo rimpianto è che costeggiando il Complesso del Vittoriano, è segnalata una mostra importante con 150 capolavori di “Giotto ed il Trecento”, faccio un tentativo di staccarmi dal gruppo per poterla visitare, ma comprendo che è chiedere troppo agli amici, sarà un motivo per ritornare dunque a Roma prima di fine Giugno.
Concludo con alcune considerazioni che vanno oltre la cronaca sin qui svolta:
1) La grandiosità delle opere realizzate in passato, siano esse derivanti da testimonianze di reperti archeologici piuttosto che dall’imponenza di edifici perfetti nella loro struttura architettonica o di marmi imponenti trasformati in figure espressive con la cura estrema del particolare, rappresentano un patrimonio culturale di immensa ricchezza su cui basare la rinascita della nostra Nazione.
Il popolo italiano,operoso e creativo, non deve chiudersi nelle memorie del passato, ma deve mostrare di essere capace di “nuove gesta”. E’ la sfida anche nell’attuale crisi.
2) Il rapporto umano ed il rispetto tra le persone vanno coltivati oltre le differenze ed i conflitti della politica. Venerdì sera cenavamo a Sutri in una pizzeria, erano presenti all’altra estremità della sala il Parroco di Sutri (un quarantenne sportivo e simpatico) con consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione ed altri cittadini partecipanti ad una associazione locale. Sono venuti a salutarci e si respirava un’aria di gioia. Sarebbe bello che anche a Como, a Campione ed in molti altri comuni del Nord, il conflitto della politica non minasse il rapporto di amicizia e di stima tra le persone.
Alla prossima !!
Enrico Lironi























