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SOTTO I RIFLETTORI DELLA GENTE COMUNE

“In Abruzzo arrivano i mini Casinò”

Se non fosse tragico il contesto, si dovrebbe osservare che anche i terremoti servono a qualcosa. Nel caso della florida industria del gioco, poi, rappresentano anche più che un`occasione. Addirittura un pretesto. Per far passare dalla finestra ciò che non entra dalla porta principale.E` stato il caso del poker “cash game”, ipocritamente definito “non a torneo”, introdotto contro ogni previsione per generare nuove risorse in favore delle popolazioni «colpite da eventi sismici» (e per erario e concessionari); sarà il caso delle videolotteries, le tanto sbandierate slot di nuova generazione, sul nastro di partenza attraverso il provvidenziale decreto Abruzzo, con la solita motivazione improntata all`umana solidarietà. Dinamiche culturali, prima che politiche, tipiche di un Paese codino e parruccone. Con le videolotteries i sistemi di gioco saranno regolati attraverso un server controllato a distanza (e non, come avviene attualmente, mediante una scheda inserita nella macchina) sotto la diretta responsabilità dei concessionari autorizzati, ai quali spetteranno compiti di verifica e monitoraggio. Il tutto con il supporto di Sogei, il partner tecnologico dei Monopoli. Dopo aver presentato e cancellato, qualche mese fa, la norma sugli apparecchi di nuova generazione, il governo ha ora previsto per decreto l’attuazione di una «concreta  sperimentazione»  con  l`avvio di sistemi «costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso videoterminali in ambienti  dedicati,  dalla  generazione  remota e casuale  di  combinazioni  vincenti,  anche  numeriche, nonché dalla restituzione  di vincite ciclicamente non inferiori all`ottantacinque per cento delle somme giocate». Una fumosa definizione che nasconde alcuni principi (e interessi) che favoriranno la crescita in Italia di sale da gioco specializzate. E` impensabile, infatti, che le nuove macchine possano essere installate in bar e ricevitorie. Si parla di “ambienti dedicati” (una sorta di mini-casinò) idonee ad assicurare un soddisfacente rapporto tra superficie e numero di macchine. Anche perché gli investimenti richiesti sono ingenti. Dal momento che è previsto un costo (15mila euro) per ogni singolo diritto e un limite (il 14% del proprio parco macchine) all`attivazione delle videolotteries, gli operatori dovranno industriarsi per ottimizzare costi e ricavi. E` stato calcolato che un operatore medio del settore (con 30 mila apparecchi) dovrebbe sborsare 63 milioni di euro per ottenere i 4.200 nulla osta (il 14%) per altrettante videolotteries.Lo scenario futuro prevede pertanto due tipi di location e di prodotti da intrattenimento: bar ed esercizi pubblici che offriranno slot del tipo oggi in circolazione (le comma 6a); sale specializzate  tra i 500 e 1.000 metri quadrati, ad accesso regolamentato, collegate in network locale e con i sistemi centrali dei concessionari e di Sogei, che garantiranno ai giocatori vincite più elevate dei limiti ora vigenti (100 euro). Il periodo di start-up è valutato in un paio di anni (2010-2011). Per il settore dell`intrattenimento la prospettiva è di incrementare i ricavi con percentuali anche superiori al 50% dei 47,5 miliardi di euro raccolti nel 2008. 

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Date
maggio 6th, 2009

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