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SOTTO I RIFLETTORI DELLA GENTE COMUNE

Fiat, gli operai votano la linea dura: “Prima il piano, poi gli straordinari”

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Piano Industriale……??????? Ci sembra di averlo, più volte,  sentito menzionare anche dalle nostre parti. “Questi progetti per il futuro che fanno agitare anche i Mari più calmi”. E come fare fronte a queste evenienze……..?????? Semplice, Assemblee e Scioperi. Infatti a Mirafiori annunciato lo stato d’agitazione nell’Assemblea Generale dei lavoratori, per chiedere garanzie sulle prospettive. Niente più straordinari fino a quando non ci sarà un incontro con la Fiat e un piano industriale che rassicuri i dipendenti di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo. È questa la decisione presa ieri mattina dai lavoratori di Mirafiori nel corso dell´assemblea che si è tenuta alle Carrozzerie, il reparto più grande di Mirafiori con 4.500 addetti, per preparare lo sciopero nazionale di domani. Il corteo «per chiedere un tavolo di negoziato sul futuro del gruppo in Italia» partirà alle 9,30 dalla porta 5 di Mirafiori e si snoderà lungo le vie della zona di Sud per concludersi davanti all´ex polo produttivo del Lingotto. Saranno presenti anche delegazioni di solidarietà di studenti e del coordinamento Glbt, che nel pomeriggio organizza il Pride di Torino. Sono attesi pullman da tutti gli altri stabilimenti italiani del gruppo e un treno speciale da Pomigliano.L´impegno è di non mollare la presa e se dopo la manifestazione di domani non ci sarà subito un tavolo con il governo e la Fiat «dovremo pensare a nuove iniziative di lotta, come il blocco degli straordinari. Al momento non c´è alcuna decisione di sciopero», annuncia Eros Panicali, responsabile Auto della Uilm. Un mal contento che scaturisce dalla “non trasparenza ” delle decisioni del Gruppo Fiat in merito alle varie fusioni e primi rovesciamenti di fronte, come quello dei lavoratori Italiani, variabili o addirittura cancellabili per scelte aziendali o di ruoli….!!!!!! Insomma, questo capita quando si vuole fondere, nella stessa Azienda, più prestatori d’opera, ma con caratteristiche diverse. È chiaro che i lavoratori inseriti in un proprio ruolo, dopo molti anni di lavoro, si possono, legittimamente, sentire “defraudati” ed impoveriti, in casa propria. Legittime, in questo caso, le richieste dei lavoratori, in virtù dell’oggi, ma soprattutto del domani lavorativo e di occupazione per i propri figli.

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Date
maggio 15th, 2009

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