“La voce del padrone…….”

A quanto pare, dalle prime notizie giunteci, attraverso Radio Campione Uno, oggi è stata emessa la sentenza per l’appello al Tar, da parte del Comune di Campione d’Italia, in merito alla allora modifica del Commissario Straordinario dott. Calandrella sui Patti Parasociali. Una sentenza che ha messo a tacere “la voce del padrone” che avrebbe voluto ribaltare una situazione a dir poco imbarazzante per il titolare del 46% delle azioni. Patti che ancora oggi non definiscono in modo chiaro e univoca bile le regole di gestione e di risorse ivi compresi investimenti e risanamenti di perdite. A tal proposito domani si terrà un incontro fra soci della Casa da Gioco Campionese, dove il Sindaco cercherà di porre, speriamo, le proprie condizioni in merito al buco di bilancio, inerente l’anno 2008. In un articolo apparso pochi giorni fa, sulla “La Provincia di Como”, una dichiarazione forte del Presidente Carioni, non fa auspicare nuove buone. Insomma, una sentenza, quella del Tribunale Amministrativo Regionale, che arriva in un momento delicato, per la nostra Casa da Gioco e domani all’incontro, potrebbe fare la “voce grossa”, la “controparte”, smorzando “la voce del padrone”. La settimana prossima altra “bordata”, potrebbe arrivare nel Consiglio Comunale, richiesto dal Gruppo di Minoranza, proprio sul fascicolo speditoci dal Ministero degli Interni, nel quale spiccano diversi “puntini sulle I “. I meteorologici prevedono un’estate calda, mentre da noi, addirittura potrebbe essere, a livello politico, un estate incandescente, soprattutto, secondo noi, perché la Provincia di Lecco, nelle ultime elezioni politiche, “ passa la mano” al PDL. Sarà anche un caso, ma sembra che la ruota della fortuna stia girando alla rovescia, per gli uomini del PD locali e limitrofi. Sembrava fatta l’amicizia con il presidente Leonardo Carioni, da parte del Palazzo Comunale, invece nell’ultimo articolo citato, appare evidente con un secco no, per la ricapitalizzazione della Società “, congelare la fratellanza fra le parti e “chiudere la porta in faccia” al nostro paesello.
