CAMPIONE NEWS

SOTTO I RIFLETTORI DELLA GENTE COMUNE

La fede va cercata o costruita…..???????

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La situazione dei Fedeli e degli Investiti alle prese con le loro opere di carità appare oggi spesso segnata dalla crisi. Nel mezzo del cammin di nostra vita si insediano pensieri e domande atte a cercare o quantomeno tentare di dare una risposta al perché e per quali motivi il credente deve scegliere se cercare o costruire un percorso. Alcuni sembrano impegnati nella ricerca affannosa di “vie d’uscita” alle tante situazioni di disagio economico e amministrativo, avvertendo la fatica di coniugare questa condizione con la testimonianza del proprio carisma, altri si chiedono come essere annunciatori della “gratuità” della carità evangelica, quando si è avviluppati dalla ragnatela degli standards economico-legislativi. Comunque vi è il bisogno di un colpo d’ala, di un rinnovamento che faccia scorrere nelle strutture e nelle opere la linfa viva del credo e della carità. Rinnovare culture e socializzazione parrebbe difficile, ancor prima sorgano, ma rinnovare non vuol dire soltanto semplificazione. Decurtare o sminuire quei lati oscuri porterebbe a un appianamento notevole della vita, attraverso una porzione identificata in un ruolo per un ruolo.  Ci sono persone che “parcheggiano” le proprie curiosità e domande sul cercare o costruire la fede. Una piccola minoranza sostiene, invece, che la fede è un dono divino, che ti accompagna sin dalla nascita. Costruire, cercare o dote di natura. Potrebbero essere tutte e tre messe assieme, ma si sa il tre perfetto esiste solo in matematica, quindi dire di costruire non significa cercare o viceversa. Rimane soggettiva l’interpretazione, ma entrambe dovrebbero portare ad un sol risultato. Provare a definire le tre parole sembrerebbe quasi impossibile. Ma cercherò a rispondere allora ai tre quesiti; cercare, costruire o dote. Sono come tre archi di un ponte che collega la riflessione alla vita intorno al credo e alla carità e alle sue forme di movimento. . Ma la verità, in sostanza, è una sola. Attraverso l’impegno sociale – con le opere che essa comporta – possa e debba essere vissuto come forma autentica per cercare e costruire la fede, seminando le doti per il futuro. Per concludere possiamo sostenere che, è il movimento degli Investiti e le sue azioni quotidiane che rispondono alle domande. Non ci si deve lamentare se la casa di Dio, la domenica mattina, è semi deserta. Un sorriso, una sosta per le vie e le piazze per un saluto o una chiacchierata a volte bastano per dare delle risposte concrete. Dare colpe a Cattedrali obsoleti, a oratori chiusi, a mancanza di spazi comuni per socializzare, non sempre serve per occultare verità diverse. Al Monte Tamaro tutto questo sembra non esistere e Campione Press “Invitato” ne ha colta la testimonianza diretta dei fedeli, raccolti in preghiera con semplicità e devozione.

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Date
ottobre 28th, 2009

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