Nella Finanziaria “riesumazione” emendamenti per Case da Gioco
Prima si, poi no e per finire…… !!!. Invece il ministro Tremonti aveva detto che non ci sarebbero state più Finanziarie in versione “omnibus”, ovvero decreti contenitori dei provvedimenti più disparati, ma le vecchie abitudini sono dure a morire. Così, tanto per non cambiare, alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, dove è all`esame la Finanziaria 2010, sono spuntati due emendamenti nei quali si propone l`apertura di nuove case da gioco. Nel primo emendamento – presentato dai senatori del Mpa, Pistorio, Oliva e Burgaretta – si chiede la possibilità di aprire quattro casinò in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. Lo schema prevede che l’autorizzazione sia concessa dal ministero degli Interni su richiesta dei Comuni interessati e abbia una durata, rinnovabile, di 30 anni. I casinò potranno essere gestiti anche da società miste, purché la parte privata abbia operato nella gestione di case da gioco da non meno di un quinquennio. Non potranno ospitare casinò quei Comuni le cui giunte siano state sciolte per infiltrazioni mafiose. I proventi di pertinenza pubblica della casa da gioco spetteranno per il 50% al Comune e per il 25% a Provincia e Regione. Il secondo emendamento porta la firma del senatore del PdL, Valter Zanetta. Si propone, «al fine di armonizzare la disciplina sulle case da gioco in Italia, e per contrastare il fenomeno del gioco clandestino», di autorizzare otto Comuni al massimo, oltre a quelli che già ospitano un casino`, attraverso apposito decreto «emanato dal ministero dell’Interno di concerto con quello dell’Economia, dello Sviluppo Economico, delle Attività produttive d’intesa con le Regioni e la Conferenza Unificata, da adottarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della Finanziaria». Le concessioni saranno al massimo due per gestore e non saranno cedibili. Il decreto, inoltre, prevede che «al fine di armonizzare la gestione delle istituende case da gioco e salvaguardare i livelli occupazionali, è riservato alle società che gestiscono quelle attualmente esistenti il diritto di prelazione per la gestione di una nuova casa da gioco». Infine si stabilisce «l’individuazione dei Comuni autorizzandi, con particolare riguardo ai Comuni già titolari di concessione. Per i Comuni non ancora titolari, si procederà sulla base di criteri di individuazione relativi alla vocazione turistica del territorio, privilegiando i Comuni in riva al mare o ubicati sulle sponde di laghi naturali di maggior rilievo nazionale».


