CAMPIONE NEWS

SOTTO I RIFLETTORI DELLA GENTE COMUNE

“Un questionario per Campione d’Italia”

Abbiamo trovato nei “meandri” degli archivi un file inerente una “INTERVISTA” a persone di Campione d’Italia. E’ una intervista che con molta probabilità non è mai stata posta ai cittadini della Enclave. Oppure, viceversa, a noi è sfuggita. Sono curiosità che non risolvono certamente i nuovi scenari, ma potrebbero indicare le variazioni fra la vita sociale di un tempo, con quella attuale. Il titolo è:

A persone di Campione d’Italia

L’INTERVISTA

1)  Come era la vita a Campione nei tempi passati?

2)  Quali cambiamenti sono avvenuti secondo lei?

3)  In meglio o peggio?

4)  Che cosa rimpiange dei tempi passati?

5)  È favorevole all’inserimento degli extra comunitari?

6)  Come erano le feste una volta?

7)  Quali attività lavorative esistevano?

Sesso M o F  età

1  F.  età:54

1)  Più tranquilla perché eravamo in pochi, c’era molta libertà, più armonia, molta povertà, ma si stava bene e si viveva in modo più semplice e il Casinò dava adagezza.

2)  Aumento della popolazione più possibilità di studio  meno criminalità.

3)  In meglio

4)  Tranquillità, legame tra le famiglie.

5)  Sì.

6)  Più semplici, molto più in famiglia, più partecipazione.

7)  Maglifici, fabbrica di grembiuli, ceramica e fornaci.

2  F.  età: 67

1)  Molto più tranquilla perché c’era più umiltà e meno arrivismo!

2)  Il cambiamento dei caratteri.

3)  In peggio.

4)  L’ armonia nel trascorrere la semplicità.

5)  No!

6)  Le feste erano più Cristiane più calorose e meno politicizzate.

7)  Vi erano diverse attività: ristoranti, bar, latterie, negozi di souvenir,  tabaccai, imbianchini, parrucchieri, alimentari, abbigliamento e quello che ricordo maggiormente e con più malinconia è l’artigiano calzolaio.

3  M. età: 82

1)  Era articolata con le quattro stagioni, ad ogni passaggio di esse si cadenzavano lavori ed incontri. Quello che ricordo è il tempo trascorso nei boschi per l’approvigionamento della legna. La quale veniva consumata per riscaldarsi durante l’inverno e per cuocere i cibi.

2)  In peggio.

3)  I cambiamenti da me più sentiti sono: quelli multimediali e quelli etnici.

4)  Rimpiango la semplicità delle cose e la naturalezza dell’amore oggettiva.

5)  Si e no!

6)  Più affollate e semplici.

7)  Ricordo mio fratello che passava il suo tempo ad aggiustare e costruire imbarcazioni, poi altre attività ricordo la latteria, il fornaio, la ceramica e le fornaci.

4  F. età: 70

1)  La vita scorreva più blanda ed armoniosa.

2) Secondo il mio modesto parere vi è stato un notevole cambiamento climatico.

3)  In peggio.

4)  Il clima appunto.

5) No!

6)  Più “genuine” e con più adesione da parte di tutti.

7)  Vi sono state diverse attività, in particolare noi donne esercitavamo l’arte del cucito anche in casa.

5  F. età: 67

1)  La vita a Campione avveniva in modo diverso di oggi. Ognuno svolgeva un compito o una mansione ben precisa, nel rispetto assoluto e nella democrazia più viva.

2)  I cambiamenti che posso notare a distanza di molte primavere è l’incremento demografico a fronte di una richiesta devastante mondiale nello sfruttamento della natura e del soggetto stesso.

3)  Molto peggio.

4)  Rimpiango notevolmente le persone scomparse a me care e i tempi in cui si aspettavano le vere stagioni.

5)  Non mi esprimo.

6)  Ricordo i tempi trascorsi all’oratorio e le feste mondane che si svolgevano al Casinò. Due realtà diverse, ma belle nello stesso modo.

7)  Nella mia mente è ancora vivo il suono dei scalpellini quando andavo a portare da mangiare alle persone a me care.

6  M. età: 73

1)  La vita era fatta alcune volte di rassegnazioni e

avvolta di mille incertezze.

Ma nonostante tutto si è vissuto una vita secondo me

degna e colma di soddisfazioni.

Come ho detto molti sacrifici penso siano stati fatti da

parte di tutta la cittadinanza, ma nel segno della

collettività si è lavorato con armonia e spirito

costruttivo, quello che forse manca oggi nella nuova

generazione.

2)  I cambiamenti che io ho potuto notare sono: il modo di

mangiare, di vestire, di passare il proprio tempo libero,

l’impegno e la volontà nel lavoro e nel sacrificio per la

famiglia.

3)  Ho cercato di darmi una risposta a questa domanda

tante volte, ma non sono mai riuscito una sola volta ad

ottenere ciò che cerco ormai da troppo tempo.

4)  Rimpiango più di tutto l’amicizia vera e il treno

a vapore.

5)  Ma!

6)  Rammento le gare di immersione e quelle dei tuffi con

le attraversate a nuoto del lago, poi a concludere le

feste parrocchiali.

7)  Io ricordo il mio lavoro.

Duro impegnativo e molto pericoloso.

Ho ( assieme ad altri e sotto impresa) palificato

l’attuale piazzale del Casinò, ho partecipato alla

costruzione di strade e fogne, insomma nella mia

mente è viva ancora questa testimonianza.

7  M  età: 69

1)  La vita a Campione trascorreva in vari modi.

Ricordo le grandi restrizioni e vincoli per poter ottenere

la residenza e un posto di lavoro.

Si riusciva a stenti ad arrivare a fine mese e quel poco

che si riusciva ad ottenere veniva investito o speso per

la famiglia.

A Campione esistevano consuetudini ed usi tali da non

permettere il sovraffollamento dello stesso.

I guarda sigilli facevano buona guardia per garantire

alcuni servizi come: la sanità le pensioni il lavoro,

il tempo libero e il futuro del paese.

2)  I cambiamenti significativi sono stati diversi, il più

importante dal mio punto di vista è stato l’aumento

urbanistico e demografico che il mio paese ha subito

nel corso degli ultimi trenta anni.

3)  Secondo i punti di vista.

4)  Rimpiango el-me dialet, i sapori, le tradizioni, i piatti

tipici che man mano si facevano durante le ricorrenze,

l’albero della cuccagna e il mio Comune di un tempo.

5)  Per me sono tutti uguali nella loro terra.

6)  Le feste, le feste nostre erano delle gran belle feste.

Ci si vestiva tutti per l’occasione con l’abito della festa

scarpe lucide, cravatta e si stava assieme ai nostri

famigliari.

7)  Ricordo ancora alcuni proprietari di vigneti e altri che

facevano lavori diversi.

Ricordo delle piccole sartorie, laboratori di confezioni,

vari artigiani e il commercio con tutti i suoi negozi in

particolare la latteria dove ogni mattina si andava a

comperare il latte sfuso.

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Date
febbraio 19th, 2010

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