Un incontro a porte chiuse: Sindacati, Sindaco e Consiglieri
Puntualmente alle ore 12.00 i Rappresentanti Sindacali erano davanti al Comune, come la minoranza.
L’arrivo della polizia Comunale e del Comandante Tombiolo (presumibilmente per semplici motivi di controllo e ordine pubblico) è coinciso con l’ingresso dei delegati e dei consiglieri di minoranza.
L’impossibilità di assistere all’evento per ovvi motivi, ci porta a dover riportare le voci di chi ha partecipato.
All’inizio il diniego del Sindaco alla presenza dei Consiglieri Indipendenti e del Gruppo Consigliare PDL, motivo per cui vi era la Polizia Locale (secondo alcuni), sembra che si sia sbloccata dopo una trattativa pacata e ferma degli iniziali esclusi all’incontro.
A tal proposito si sottolinea che la lettera dei Sindacati inviata al Sindaco era stata spedita anche ai Consiglieri tutti, sempre i Sindacati avevano interpellato i Consiglieri di Minoranza per avere la conferma della loro presenza e se erano stati avvisati dal Sindaco dell’incontro. (vedi lettera ed articolo del 1 aprile)
Purtroppo questa trattativa ha portato a dover far aspettare i delegati Sindacali per un ora buona nella Sala Comunale innervosendo un po’ gli animi.
Alle 14 circa si è chiuso questo “incontro” dove il risultato è un potenziale tavolo di trattativa da vagliare giovedì ed un altro appuntamento per la prossima settimana con i Sindacati.
Le anime sindacali hanno espresso un “pacato” commento: “aria fritta, un pugno di mosche.. vediamo lunedì con il Prefetto!” ”Si si parlano giovedì, ma mercoledì modificano lo statuto del Casinò così l’abbiamo nel (censura).. manca solo un camion di vaselina”.
Sottolineo che il non aver ascoltato direttamente ci costringe a dover utilizzare solo quanto viene riportato e/o detto dai partecipanti.
Quello che a animato maggiormente, dopo la riunione, è stato il punto 7 dell’ordine del gioco del Consiglio Comunale dove si parla della modifica dello Statuto della Casa da Gioco, ovviamente tutti hanno collegato la creazione della “dependance” in villa Erba con la possibilità di scalate private alla Società nonché una potenziale riposizionamento della “forza lavoro” tra le due strutture.


