In dirittura d’arrivo la tassa Comunale “service tax”
Da più fonti abbiamo sempre maggiori segnali e precisazioni su questa “nuova tassa” anche detta “la comunale.
Inserita come pilastro portante del federalismo ha come data di una possibile approvazione il 31 luglio in uno dei decreti “federali”. Una alchimia da 30 miliardi di euro.
Detto in termini semplici è una somma di tributi locali che già il contribuite paga più l’aggiunta di altri nuovi di zecca. Abbiamo: ici (seconde case), imposta ipotecaria e catastale, imposta di registro e Irpef riconducibile agli immobili.
In un’intervista al Sole 24 Ore di ieri, Calderoli, ne ha aggiunte altre tre: la Tarsu (rifiuti), 4,2 miliardi, un’imposta forfettaria sulle case fantasma, 1,5 miliardi, e la cedolare secca sugli affitti al 23%.
Ovviamente è una tassa che i Comuni potranno modulare come riterranno più opportuno, “giocando” su aliquote e sistemi di calcolo riconducibili alla categoria, tipo, dati a catasto dell’immobile e composizione del nucleo familiare.
Gli studi di quanto “preleverà” procapite sono molteplici con margini da minimo e massimo ampio, credo che sino a che non vi saranno maggiori chiarimenti il calcolo più semplice è quello detto della “casalinga”:
- sommiamo l’attuale tassa sui rifiuti,
- il 23% dell’affitto dell’immobile (se avete immobili affittati),
- l’attuale ICI (per le seconde case),
- una ipotetica somma forfettaria per gli immobili sfitti (a voi la scelta dell’importo)
- se avete un mutuo sulla casa aggiungete l’imposta imposta ipotecaria
- quanto pagate in sede dichiarazione del’irpef per gli immobili di proprietà
il calcolo deve essere fatto per ogni immobile di proprietà (prima, seconda casa, ecc), poi sommato per avere l’importo totale che comparirà nel modulo che il Comune invierà ai vari cittadini.
Il risultato è il minimo che dovrete al Comune, salvo poi eventuali ritocchi delle aliquote da parte dell’amministrazione locale.(che potranno essere in più o in meno, dipende) Da precisare che vi sarà una diminuzione dei trasferimenti dallo Stato Centrale quindi lo scopo della manovra è quello di dare gli strumenti ai Comuni per equilibrare questo minor gettito che avranno, ecco perché vi sarà la possibilità di modificare le aliquote.
Da come è strutturata attualmente è palese che ha anche come scopo far emergere gli affitti senza contratto o con quota di canone a “breve mano”, e l’incrocio con i dati dell’Agenzia delle Entrate nella emersione di eventuali residenze fittizie e per l’utilizzo del redditometro.

