Ciclismo: VINCENZO NIBALI ALLA SANREMO “VORREI ESSERE PROTAGONISTA”
A Mendrisio é arrivato in punta di piedi ed è ripartito dopo un paio d’ore con il premio riservatogli dal Mendrisio d’Oro fra le mani, soffermandosi per qualche foto di rito con i suoi numerosi ammiratori ed estimatori. “E’ un Premio prestigioso visto che l’ha vinto; mi ha fatto piacere – ha dichiarato Vincenzo – sia stato il prescelto per la stagione 2010 e vi ringrazio di cuore. Non ho ancora letto tutti i nomi dei vincitori, ma è un lungo elenco di prestigio”. C’è la Milano-Sanremo. “Vi arrivo con una discreta condizione di forma; al Giro di Sardegna contavo qualche chilo in più, che non ho fatto fatica smaltire, ma alla Ti-Ad ho recuperato bene, giorno dopo giorno ho visto crescere la condizione di forma ed ho terminato davvero bene”. Un pronostico per questa Mi-Sa: chi la vince? “Vedo in prima battuta Oscar Freire che ne ha già vinte tre (2004, 2007 e 2010) e poi subito dopo ci aggiungo anche il campione del mondo Hushovd; sono entrambi in grandi condizioni di forma, ma soprattutto il primo perché quando sta bene, e quando pedala ben nascosto è più temibile ed è quanto ha fatto”. Con quali velleità ti proporrai nelle corse a tappe (2011) tuo pezzo forte. “Farò il Giro d’Italia, come si sa, con il desiderio di vincerlo, ma ci sono anche gli avversari; al termine deciderò se fare anche il Tour oppure puntare di nuovo sulla Vuelta”. Lo scorso anno al Giro con Ivan Basso ci siamo integrati bene, l’uno complemento dell’altro, vorrei si ripetesse. Poi la caduta con Scarponi, nella tappa di Montepulciano prima di entrare sulle strade bianche ha lasciato il segno ” Il pensiero lega con la Mi-Sa. “Sì perché è la corsa di oggi e sarà la quarta volta che la corro, difficile da interpretare , non impossibile da correre, ma vorrei recitare una buona parte con un’azione non legata agli ultimi chilometri, perché è dimostrato che non basta attaccare sul Poggio o la Cipressa; vorrei ci fossero episodi diversi, differenti, sotto il profilo tecnico. Il fatto poi di non avere molta pressione, così come in altre gare, ti permette di prepararla meglio e di arrivare con la testa che conta non poco; la distanza è davvero notevole ed in 298 km. possono accadere tante cose”. Sagan? “Aspetterà la volata, se sarà corsa cucita negli ultimi chilometri”. Quale corsa più bella secondo te e che vorresti vincere? “Rimane la Liegi-Bastogne-Liegi è una gara unica che disputerò subito dopo il Giro del Trentino”. In seconda battuta. “Il Lombardia perché è un po’ legato alla prima, la L-B-L proprio come aspetto tecnico: per vincerlo devi correrlo bene e contro gli avversari più forti”. Nell’ultima edizione, una caduta scendendo verso Nesso ha compromesso il tuo finale, ma comunque quinto. “Quello che non accadrà nella prossima anche se è presto per dire che lo disputerò e per vincerlo, però rimane una grande corsa che disputi con tutti i migliori e vincere il Lombardia dà un valore decisamente consono alla stagione”. Per il Giro d’Italia: dopo il terzo posto lo correrai per vincerlo. “Devo ancora effettuare una ricognizione completa di alcune tappe: come la Spilimbergo – Grossglockner di 159 km., la Belluno - Nevegal (Crono individuale di km. 12.7) e la Bergamo – Macugnaga di km. 211 per sentirmi tranquillo sulle difficoltà delle stesse”.


