Avremmo dovuto avere, oggi, a distanza di quattro anni e mezzo, uno scenario diverso. Un cambiamento radicale in tema di sanità, occupazione e società di gestione, dell’unica nostra fonte di guadagno e occupazione, Casino’, con relativi equilibri politici e sociali.

Risorse e nuovi progetti per un cambiamento, tanto sbanidierato in occasione della precedente campagna elettorale, radicale a fronte di uno slogan CAMBIAMO CAMPIONE. Ormai prossimo al giro di boa per le nuove elezioni.

Oggi ne consideriamo alcuni punti.

Abbiamo iniziato con le modifiche dei patti parasociali Statutari della Casa da Gioco, a fronte di alcune logiche dettate dalla “paura”.

Abbiamo continuato, nel corso di questi anni, a fotocopiare i concetti e i progetti del passato, dandone pero’ anche le colpe, di quel passato ormai, oseremo dire, quasi dimenticato.

Abbiamo proseguito mettendo a “frutto” vecchi progetti, vedi nuova sede della Polizia Locale, qualche lavoro basato sulla “manutenzione ordinaria” e poco altro, e alcuni lavoretti giusto per movimentare il “Palcoscenico” Amministrativo e poco altro ancora.

Si sono succeduti Presidenti della casa da Gioco, Amministratori delegati, revisori dei conti, direttori del personale e altro, ma oggi quello che ci preoccupa maggiormete sono le parole dette, all’ultimo Consiglio Comunale, dal capo gruppo della minoranza: Mi auspico, dice il capo gruppo, che non si pensi di dare anche il godimento della struttura alla società di gestione della casa da Gioco Campionese?

E le voci in queste settimane sono: una perdita che potrebbe essere attorno ai cento miliardi di vecchie lire.

Usufrutto o accomodoato semplice. Una volta tanto la parola tecnica descrive molto bene il significato.

Si tratta del diritto a usare un bene (per esempio un immobile o un terreno) e di goderne i frutti o derivati. Quindi, quando esiste un usufruttuario c’è anche un nudo proprietario e viceversa.

E’ facile capire che chi gode dell’usufrutto ha praticamente tutti i vantaggi, mentre chi ha l’intestazione formale non ha che la soddisfazione di dire ” sono io il proprietario”.

C’è un però, naturalmente. L’usufrutto è valido solo per un periodo prefissato, in questo caso si chiacchera di 10 anni.

La pianificazione in questi casi, prevede decisioni piuttosto complesse, l’assistenza di esperti e l’utilizzo di formule (tipo le fiduciarie o i trust) che vanno predisposte con cura e comunque nel pieno rispetto delle leggi.

Forse equivale a dire che pur esistendo leggi molto complesse e articolate il nostro paesello, apparentemente, potrebbe spogliarsi maggiormente, di solidità e governabilità o peggio ancora, uscire dal ruolo del “padrone” definitivamente.

Cosa dire?

Milardi a fronte di che cosa?

E gli obiettivi, d’inizio mandato popolare, tanto decantati dove sono andati a finire?

Certo, ormai prossimi alla “morte” naturale e visti magari i momenti di vacche non grasse, si potrebbe pensare addiritura di far intervenire, magari, anche un Comissario, per poi addossargli tutte le “colpe o responsabilità” e uscirne indenni….si fa per dire.

Le preossime mosse?

Aumento dei mutui, sugli mmobili Comunali, probabile rivisitazione delle pensioni e magari aumento delle imposte locali.

Non male, per i quasi cinque anni, di Sig. Super Cambiamo Campione.

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