Dobbiamo comunicare una brutta notizia, per la sfida lanciata da B&py Bike (sopranominato Cavallo Pazzo), a molti di voi. Si era preparato molto meticolosamente, andando a pedalare, per allenarsi, ovunque. In altura, al mare e molte le pianure intercalate da colline, dove B&py Bike è stato. Ore, ore di costante allenamento e molte le rinunce fatte per cercare di arrivare pronto per la « sfida ». Aveva preparato anche tutto l’occorrente necessario per fare in modo che non ci fosse nulla al caso. Tutto Ok ! Alla partenza di sabato mattina, 4 giugno, era sistemato e pronto. L’andata e ritorno, partendo da Campione d’Itala, arrivando a Venezia e la mattina successiva ritornare a Campione d’Italia, già da molti mesi nei suoi pensieri. Il tutto in meno di 48 ore. Ma com’è andata veramente quest’avventura?
Ora, pensiamo che tutti voi siate molto ansiosi di sapere nei particolari la storia, per tale motivo, lasciamo la parola al diretto protagonista, il quale ci racconterà com’è andata.
Ormai molti di voi mi conoscono già, molti altri mi hanno conosciuto in queste due giornate di solitaria pedalata e di sfida contro il tempo e, contro tutte le forze della natura.
Cinquanta anni e praticare sport, ma che tipo di sport e con quale intensità ?
La bici e molta intensità.
Un mezzo che fa miracoli sotto tutti i punti di vista. Fermo restando che chi pratica sport deve avere tutte le perfomance necessarie. Altrimenti si rischia veramente grosso.
Prima di raccontarvi la mia avventura vorrei fare i dovuti ringraziamenti.
“Ringrazio gli sponsor: ” La Ditta ASSOS e la Banca UBS, entrambe svizzere.
Ringrazio per la collaborazione ai contatti: S. Paolo, Paolo Prandel di Venezia e la Direzione Attività e Produzioni Culturali, dello Spettacolo e della Comunicazione di Venezia, la Responsabile Monicaelisa Bettin.
Ringrazio per l’ospitalità: i Direttori, dott. Giovanni Vozza (nella foto in alto) e Stefano Ramo, del Casinò di Venezia Cà Vendramin e il Direttore dott. Sandro Basaldella, di Cà Noghera.
Ringrazio per il nullaosta al transito in Piazza San Marco con la bici: il Commissario Principale Dott. Flavio Gastadi e il suo Vice Commissario Luciano Besana
Tutto molto bello, se non fosse stato per quel malaugurato tratto tra Campione d’Italia-Bergamo del 4 mattina. Il tempo imperversava dannatamente e la pioggia scrosciante non mi ha dato una mano, al contrario.
Alla mattina di sabato, presente per il saluto, per la testimonianza e qualche foto, anche l’amico Belotti Oscar.
Le fasi meticolose per l’alimentazione e la vestizione si sono succedute nei tempi e nei modi stabiliti da programma.
L’alimentazione: pasta in bianco con molto parmigiano reggiano, uova crude con zucchero e latte, banane, “latte di mandorla”, zuccheri e molta acqua con i dovuti integratori.
Partenza alle cinque e quindici da casa. Avevo dato il via ad una autentica sfida alla resistenza e alla sopravvivenza.
I miei primi cento chilometri pieni di “ disgrazia” mi facevano scendere l’entusiasmo e la carica sino ai livelli di guardia.
Forse la tensione amalgamata alle condizioni meteorologiche mi condizionava troppo.
Raggiunta Bergamo, con mille difficoltà, e vedendo all’orizzonte spiragli di luce ritornava in me l’adrenalina pura della passione e la voglia di continuare.
Trecentocinquanta i chilometri all’andata e altrettanti al ritorno.
I tratti più belli? Padova-Venezia, con tutto il suo canale, passando per Dolo e Mira. Al secondo posto Desenzano del Garda-Peschiera del Garda. Al terzo posto tutta la zona della Franciacorta.
Chi ho conosciuto strada facendo? Il sig. Pietro e la sua mamma (nella foto) che gestiscono un bar nelle immediate vicinanze di Bergamo. I ragazzi del Club Ferrari di Caldiero, Diego e Ivan (nella foto).
Gemellaggio: é avvenuto con il Team G.S. RESANESE che ha posato per la foto in Piazza Roma a Venezia (nella foto).
Gli scenari: Campi, fiumi, torrenti, laghi, colline, montagne, pianure, mare e molta, molta vegetazione, mi hanno “accompagnato” e arricchito lo spirito e il desiderio di continuare.
Una ” zavorra” sulle spalle, superiore ai dieci chili, non mi ha mollato un solo istante, accompagnandomi ovunque, che oltre alle parti meccaniche c’erano indumenti vari come: ciabatte, mantellina, cappellino, macchina fotografica, materiale igienico e di primo soccorso, carta igienica, asciugamano, portafogli e vario tipo di alimentazione.
Insomma una piccola dispensa che “viaggiava” sulle mie spalle e mi ha limitato alcune fasi della pedalata.
Le medie raggiunte: all’andata 26.1 Km/h al ritorno 25.8 km/h.
La sorpresa e la stupefazione?
La sera di sabato quando, dopo aver tolto d’addosso polvere e stanchezze, entravo come “ambasciatore sportivo” a Venezia. Sono stato accolto e ospitato nei due Casinò di Venezia mentre nello stesso tempo andava in scena la Biennale d’Arte. Definita come serata esclusiva, della Biennale, quella di sabato, a Cà Vendram Caligeri (Casinò) da “The Venetian Heritage” (organizzazione americana no profit con sedi a New York e in centro storico che fa parte del programma Unesco-Comitati privati per la salvaguardia di Venezia) e che ha visto il supporto della maison Vhernier. B&py Bike c’era, “mescolato” in quell’atmosfera di eleganza e di Arte. Aristocratici, ereditiere, imprenditori, magnati e collezioni di arte erano lì presenti nella stessa maison de giou con me. Ne cito giusto alcuni: è il caso di Guillaume di Lussemburgo, Marie Christine e Micheal di Kent, Pierre d’Aremberg, Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga con la moglie Bianca d’Aosta, Sigifredo di Cannosa, Luchino Visconti di Madrone, Helmut e Danna Swarovski, Christina Juffali moglie dello sceicco Walid Juffali, Firyal di Giordania, Barbara Berlingeri, Alessandra di Niccolini di Camugliano, Andriana Marcello del Mayno, Francesca Bortolotto, Carlo Cerraro, Roberta e Luigino Rossi e Maria Buccellati.
Insomma cosa avrei potuto avere e soprattutto sperare di più?
In quei momenti ho sentito una forte emozione e soddisfazione che solo lo sport e il sacrificio ti possono dare, a volte.
Ringrazio vivamente i direttori dei due Casinò che, mi hanno accolto come se fossi stato un divo o altra celebrità.
Il fatto imprevedibile?
Aver incontrato (nella foto) al ritorno verso Bergamo, il collega Adriano Tettamanti, il quale in sella alla sua bicicletta si dirigeva verso le Dolomiti per cinque giorni di fuori programma.
Per descrivere il tutto mi servirebbero decine e decine di pagine, ma ora lascio lo scenario alle mie foto che, dovrebbero far capire di quali meraviglie mi sono totalmente circondato.
La prossima avventura?
A luglio il giro della Sicilia con arrampicata sull’Etna. Gli inviti, a partecipare, sono sempre e costantemente aperti a tutti…..!!!!!
LE FOTO





































































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